Lettere della famiglia Mozart

 115b. LEOPOLD MOZART A SUO FRATELLO JOSEPH IGNAZ MOZART 1
[PRESUMIBILMENTE SALISBURGO, 18 MAGGIO 1767, COME 115a]

A
Monsieur Joseph Ignace
Mozart Reilleur
Franco à Augspourg.
im Affenwald


Punti che affido
rispettosamente alla gentile considerazione
dei distinti signori etc.
dello spettabile Ufficio Superiore per l`Assistenza
1◦ Il misero rimanente della fortuna di mia madre ammonta a una somma di circa 950 f. Giacché mia sorella maggiore domanda ora 50 f. all`anno solo per la stanza, la legna etc. l`interesse sulla sua fortuna non è sufficiente a provvedere interamente a questi 50 f. Come fare per il mangiare, il bere, i vestiti, il bucato ecc. che sono le spese maggiori?
2◦ La proposta di mia sorella non nasce dal suo amore nei confronti di mia e sua madre. Giacché, che mia madre abiti o meno presso di lei, possiede lo stesso alloggio e deve pagare la stessa somma e anche scaldare e illuminare la sua stanza. Se calcola anche il servizio e l`incomodo, la sua pretesa di farlo per amore filiale cade da sé. Ma non si pretende assolutamente che lo debba fare a titolo gratuito, solo che in virtù dell`amore filiale la richiesta sia proporzionata in modo da assicurare che la fortuna materna possa bastare al suo mantenimento per il resto dei suoi giorni. Ne consegue che
3◦ sarebbe più confacente la proposta di garantire annualmente o, meglio ancora, mensilmente, una somma maggiore per il mantenimento di nostra madre, in modo che non manchi di nulla; uno spettabile Ufficio per l`Assistenza, per contro, sa quale somma venga spesa ogni anno. Ne potrebbe conseguire che
4◦ a quello dei figli che si prenda in cura nostra madre verrebbero offerti 6 o al massimo 7 f. al mese, in cambio dei quali la madre deve essere provvista di vitto e alloggio etc. E se non si può negare il fatto che un`incombenza di questo genere comporti questo e quel fastidio e disturbo, d`altra parte il figlio che si prenda così cura di sua madre, in modo disinteressato, ma anche senza suo danno, si acquista merito al cospetto di Dio e la giusta fama postuma nel mondo. Ma se ora - -
5◦ mia madre si mette in testa di non voler vivere presso nessun altro se non la sua figlia maggiore, questa è un`ostinazione sconsiderata, e istillata in lei proprio da questa stessa figlia maggiore. L`affermazione di non aver ricevuto alcuna cura amorevole da parte dei suoi altri figli che vivono ad Augusta è, in effetti, parzialmente vera. Ma, a giudicare da tutte le apparenze, fu proprio questa figlia maggiore a cercare di alimentare il diverbio tra la madre e i figli per rendersi la sola figlia indispensabile alla madre e allontanare da lei tutti gli altri. E da lungo tempo avrei voluto che usasse più le sue mani per lavorare che la bocca per spettegolare, sì che lei e suo marito si trovassero in un una situazione migliore. Ma qui si ha però
6◦ la prova evidente di quale dei figli voglia prendersi cura della madre senza interesse, per amore filiale, ossia se lo spett. Ufficio per l`Assistenza persistesse con la proposta di non accordare più di 6 f. per la completa e integrale presa in carico di mia madre. E se la figlia maggiore non fosse d`accordo, non trovandovi il suo interesse, sono certo che un altro dei suoi figli sarebbe pronto a provare in tal guisa il suo amore nei confronti della madre e verrebbe in suo aiuto. Ed è facile vedere che
7◦ mia madre possa aspettarsi di più da 3 o 4 figli, che devono il loro onesto sostentamento alla loro diligenza, piuttosto che da una sola, che si trova essa stessa in ristrettezze.
8 Non posso celare il fatto che sia mia madre che il signor notaio Fischer mi hanno scritto, menzionando entrambi solo la somma di 50 f. all`anno. Come se tutto il resto non fosse che una bagatella. E avendo io risposto al signor notaio Fischer esprimendogli chiaramente la mia opinione in merito, prego qui il suddetto signor Notario di prendere gentilmente in considerazione tale lettera e di rifletterci sopra insieme a questi punti, giacché io non penso ad altro che a proteggere l`onore della mia cara madre, che altrimenti corre il rischio di disporre il poco che ha in modo tale da non potersi attendere altro che un`estrema miseria.
Umilissimo ser.
dello spett. Ufficio per l`Assistenza
Mozart
Maestro di cappella di Sua Grazia Princ. l`Arc. di Salisb.


1 Anche questa non inclusa in MBA; si veda nuovamente Herde, «Unbekannte Briefe und Dokumente von der Hand Leopold Mozarts aus den Jahren 1756 bis 1767», pp. 30-32.

Si prega di utilizzare il seguente riferimento quando viene citato questo sito:
Eisen, Cliff e Rebulla, Patrizia Lettere della famiglia Mozart, lettera 115b <https://www.mozartiana.org> v. 1.107, pubblicato da Il Saggiatore, 2022. Consultato il 11/05/2026.

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Leopold Mozart  

Augusta (Augsburg) (Germania) 14/11/1719 - Salisburgo (Austria) 28/05/1787


Ruoli/titoli:


Padre di Wolfgang Amadeus Mozart
Compositore
Violinista
Pedagogo

Figlio del rilegatore di Augusta Johann Georg e di Anna Maria Sulzer, studiò al locale ginnasio (1727-35) e al liceo annesso alla scuola dei Gesuiti di San Salvatore (1735-36). Frequente interprete di produzioni teatrali, era anche esperto organista e violinista. Nel 1737 ruppe con la famiglia e si immatricolò all`Università Benedettina di Salisburgo, dove studiò filosofia e diritto. Ottenuto nel 1738 il baccalaureato con lode in filosofia, fu espulso nel 1739 per scarsa frequenza e mancanza di rispetto verso i professori e l`università. Poco dopo, divenne valletto e musicista presso il conte Johann Baptist Thurn-Valsassina und Taxis, canonico e presidente del concistoro di Salisburgo. Nel 1743 fu nominato quarto violinista nell`orchestra di corte dell`arcivescovo Leopold Anton von Firmian; oltre ai suoi compiti come violinista, insegnava anche violino - e più tardi clavicembalo - ai ragazzi del coro di voci bianche della cattedrale. Nel 1758 fu promosso secondo violino, e nel 1763 divenne vicemaestro di cappella. A questi anni si devono numerose composizioni, anche se ne sopravvive solo una minima parte. È verosimile che dai primi anni sessanta - al momento in cui iniziarono i viaggi in Europa con la famiglia - abbia interrotto quasi del tutto l`attività di compositore. Le ultime composizioni con data certa risalgono all`aprile del 1762 (un concerto per tromba) e all`agosto dello stesso anno (una litania in re maggiore). È tuttavia quasi certo che i frammenti della messa K 116, inizialmente attribuiti a Wolfgang, siano stati da lui composti a Vienna nel 1768, così come la cosiddetta sinfonia Lambach del 1767, anch`essa erroneamente attribuita a Wolfgang. Ancora prima, nel 1756, aveva pubblicato il suo apprezzatissimo «metodo completo per violino», Versuch einer gründlichen Violinschule, di cui nel 1769-70 fu pubblicata una seconda edizione rivista, seguita nel 1787 da una terza. Una traduzione olandese vide la luce nel 1766, e una francese, apparentemente non autorizzata, fu pubblicata nel 1770 da Valentin Roeser; non si conoscono invece sue edizioni italiane. Il 21 novembre 1747 sposò Anna Maria Pertl (nota anche - e spesso così citata nelle lettere - come Maria Anna o Marie Anne), figlia di Wolfgang Nikolaus, amministratore a St Gilgen. Dei loro sette figli solamente due, Maria Anna (Nannerl) e Wolfgang Amadeus arrivarono all`età adulta. Il giorno della sua morte, Dominicus Hagenauer, abate della chiesa di San Pietro a Salisburgo e amico di lunga data della famiglia, annotò nel suo diario: «Il padre deceduto oggi era un uomo di grande spirito e saggezza, e avrebbe potuto ben servire lo stato non solo con la musica. […] Era nato ad Augusta, ha speso la sua vita al servizio della corte locale [a Salisburgo], ma ha avuto la sfortuna di essere qui sempre perseguitato, e di non essere popolare quanto in altri, più importanti luoghi in Europa». I fratelli di Leopold ancora vivi durante la vita di Mozart erano Joseph Ignaz e Franz Aloys, oltre alle sorelle Maria Eleonora e Theresia Franziska. Bibl.: Schmid, Mozart und die Salzburger Tradition; Plath, «Zur Echtheitsfrage bei Mozart: 2. Leopold Mozart»; Halliwell, The Mozart Family: Four Lives in a Social Context; Eisen, Leopold-Mozart-Werkverzeichnis (LMV).