Lettere della famiglia Mozart

 137. LEOPOLD MOZART A LORENZ HAGENAUER, SALISBURGO
Vienna, 13 Sett. 1768.
L`altroieri, 11 sett., è trascorso un anno da che siamo partiti da Salisburgo. Mi sarei mai sognato allora di restare un anno a Vienna? - - Ma chi può opporsi al destino! Vorrei cag.--- arance, dal dispetto! La parte migliore della faccenda è che, grazie a Dio, siamo in salute. Oh, se solo potessi annunciarle il felice momento della nostra partenza! - - Questo solo posso dirle con sicurezza: che, non appena la nostra faccenda sarà conclusa, partirò all`istante. Mi è impossibile descriverle la questione in tutti i particolari; non ne avrei né il tempo né la pazienza. Saprà tutto, ossia cose sbalorditive, a viva voce. Presto, spero, con l`aiuto di Dio.
Sabato scorso1 è stata praticata l`inoculazione del vaiolo infantile alla figlia di Sua Maestà l`Imperatore, la principessa Theresia, e ai 2 principi Ferdinand e Maximilian. È facile immaginare quale clamore abbia suscitato questo fatto.2
L`ecclesiastico signor Ziegler mi ha talmente rintronato le orecchie a furia di notizie, da non lasciarmene che una vaga idea. Le racconterà in lungo e in largo tutto ciò di cui abbiamo parlato. La sua fortuna è stata di non esser venuto al nostro alloggio, pur non essendone distante che 150 passi quando ha consegnato un certo oggetto sigillato al gerente della farmacia Krebs perché me lo facesse recapitare; se fosse venuto, il Wolfgangerl gli avrebbe suonato tutta la sua musica ed egli avrebbe dovuto ascoltarsela. Non vedevamo davvero l`ora che arrivasse: e abbiamo avuto l`insperato piacere di apprendere, alcuni giorni dopo la sua partenza, che era stato qui. Non è stato forse un caso inatteso? - - Sull`oggetto sigillato vi era scritto a matita: Dal signor Johann Hagenauer. Il 28 maggio il signor Joseph scriveva: mio fratello è di nuovo qui,3 vi scriverà al più presto; prego dunque il signor Johannes di farmi sapere per lettera al più presto che cosa si debba fare di questo oggetto senza soprascritta.4 Giacché, secondo colui che ce l`ha consegnato, la lettera arriverà con la prossima posta. Per lo meno, ora abbiamo il piacere di sapere che il signor Johannes è ancora in vita. Mia moglie, mia figlia, il Wolfgang: tutti vi riveriscono. La gente dice che qui siamo diventati più robusti o grassi, e che i bambini sono cresciuti. Se al nostro arrivo ci troverà così, è segno che a Vienna anche il dispetto nutre e non danneggia il fisico. Ieri abbiamo pranzato da padre Parhammer e abbiamo anche visto la sua armata che si esercitava nel combattimento e faceva esplodere fuochi d`artificio. Siamo stati da lui già più volte, anche quando l`Imperatore pose la prima pietra della nuova chiesa.5
NB
: Anche il signor padre Parhammer è testimone di come Sua Maestà l`Imperatore abbia domandato al Wolfgang a che punto era con l`opera e abbia lungamente discorso con lui. - - - Il signor padre Parhammer era molto scontento del fatto che il signor Ziegler non gli avesse fatto parola riguardo al fatto che voleva vederci e parlarci; ci avrebbe invitati e il Wolfgang avrebbe dovuto suonare alla messa tenuta dal signor Ziegler; e così saremmo arrivati qui tutti insieme e senza troppo incomodo. Il signor Ziegler Le racconterà dell`istituto del signor padre Parhammer.


1 9 settembre.
2 L`interesse di Leopold verso la vaccinazione antivaiolosa era molto diffuso; tutti i giornali europei informavano regolarmente circa i focolai dell`infezione e i tentativi di controllare la malattia. Il coinvolgimento della famiglia imperiale nella promozione della vaccinazione e nel convincere il pubblico sulla sua innocuità è riflesso in un articolo pubblicato dal Wiener Zeitung del 1 ottobre 1768, pp. 6-7.
3 Si veda la lettera 133 .
4 Il riferimento è oscuro.
5 Il 21 marzo 1768. Si veda il Wiener Zeitung del 23 marzo 1768, p. 6.

Si prega di utilizzare il seguente riferimento quando viene citato questo sito:
Eisen, Cliff e Rebulla, Patrizia Lettere della famiglia Mozart, lettera 137 <https://www.mozartiana.org> v. 1.107, pubblicato da Il Saggiatore, 2022. Consultato il 17/05/2026.

Indietro
Torna all`inizio
Print Friendly and PDF

Venezia (Italia)   
Repubblica di Venezia


Repubblica indipendente fino al 1797 e città musicale per eccellenza, aveva legami sia musicali che commerciali con Salisburgo. Joseph Hagenauer, figlio di Johann Lorenz, vi imparò le pratiche commerciali e numerosi cantanti salisburghesi, tra cui Maria Anna Braunhofer e Maria Maddalena Lipp, studiarono allo scomparso Ospedale della Pietà, allora convento, orfanotrofio femminile e scuola di musica. Nel 1766, sulla via del ritorno della famiglia a Salisburgo, Leopold Mozart avrebbe voluto passare da Milano e Venezia, ma alla fine decise altrimenti. Mozart e suo padre vi si recarono poi nel marzo del 1771, durante il primo dei viaggi in Italia. All`epoca di Mozart i principali teatri erano il Teatro San Benedetto, il Teatro Tron a San Cassiano, il Teatro San Moisè, il Teatro Vendramin di San Salvador, il Teatro San Samuele, il Teatro San Giovanni Grisostomo. La cattedrale di San Marco era il luogo cardine per la musica sacra, ma numerose chiese parrocchiali, conventi e monasteri ricoprivano un ruolo attivo in campo musicale. Altri luoghi di esecuzione pubblici e privati includevano ulteriori teatri, confraternite mercantili, residenze nobiliari, e soprattutto gli ospedali, che come l`Ospedale degli Incurabili, quello dei Mendicanti, quello dei Derelitti (detto anche Ospedaletto) e quello della Pietà, si occupavano dell`educazione delle ragazze orfane e coltivavano una cultura di virtuosismo musicale. I Mozart soggiornarono a Venezia dall`11 febbraio al 12 marzo 1771, alloggiati a Casa Ceseletti (Ca` Falletti). Mozart diede un concerto pubblico a Palazzo Maffetti il 5 marzo 1771. Bibl.: Norwich, A History of Venice; Caffi, Storia della musica sacra nella già cappella ducale di S Marco in Venezia (dal 1318 al 1797); Cattelan, Mozart. Un mese a Venezia; Arnold, «Orphans and Ladies: the Venetian Conservatoires (1690-1797)»; Passadore Francesco (a cura di), La Musica nel Veneto dal XVI al XVIII secolo; Gillio: «La stagione d`oro degli Ospedali veneziani tra i dissesti del 1717 e 1777»; Bauman: «Musicians in the Marketplace: the Venetian Guild of Instrumentalists in the Later Eighteenth Century»; Mancini, Muraro e Povoledo, I teatri del Veneto; Basso, I Mozart in Italia, pp. 463-468.