Lettere della famiglia Mozart

 113. LEOPOLD MOZART A LORENZ HAGENAUER, SALISBURGO
Monaco, 15 novembre 1766
Se le cose fossero andate secondo il mio genio, la mia ultima lettera sarebbe iniziata così: Eccole una lettera da R - r - Re: ma non Rehbock (come diceva l`ispettore edilizio Jackerl)1 bensì Ratisbona - - - perché ora mi troverei a Ratisbona onde soddisfare le pressanti richieste del principe Louis von Wirtemberg, come anche del principe von Fürstenberg e di S. A. il principe Taxis. È a due passi da qui, e poi sarei tornato a casa via Landshut e Altötting. Questa è la strada che prenderemo comunque per rientrare. E senza dubbio incontreremo Sua Princ. Grazia già a Laufen. Ma dubito molto che passeremo anche da Ratisbona perché prima devo aspettare che il nostro Wolfgangerl si rimetta completamente, fino ad allora non possiamo sapere quando partiremo di qui.2 Intanto il tempo continua a peggiorare. La nostra cara signora Hagenuaer rammenterà che dopo il nostro ritorno da Vienna 3 il Wolfgangerl si era ammalato e stava molto male, tanto che si temeva fosse vaiolo: e che alla fine la cosa era passata alle gambe, dove sentiva dei dolori etc.
Ora accade lo stesso. Non poteva reggersi sulle gambe né muovere le dita dei piedi e le ginocchia; nessuno poteva venirgli accanto e per 4 notti non riuscì a dormire. Questo l`ha spossato molto e ci ha preoccupati ancor più in quanto era sempre, e soprattutto di notte, accaldato e febbricitante. Oggi sta visibilmente meglio: ma passerà sicuramente un`altra settimana prima che si sia del tutto ristabilito. In nome di Dio, 100 fl. se ne vanno alla svelta, a questo brutto scherzo ormai ci ho fatto l`abitudine - - - che alcuni buoni amici vogliano venirci incontro è una gentilezza ch`io non merito. Debbo confessare però, in tutta sincerità, che ci eravamo sì lusingati che l`uno o l`altro di essi ci renderebbero questo onore. Tuttavia nessuno deve pensare che terrò in minor stima quelli tra i miei amici che (per ragioni loro) eviteranno di farlo. Non mancherò di comunicare con precisione il momento del mio arrivo. Quanto alla cameriera, rimandiamo la decisione alla Sua sig.ra consorte, mentre la mia la prega di provvedervi. Quanto all`appartamento, lo sa il buon Dio con qual gran dispiacere lasciamo la casa di un amico tanto sincero.4 L`appartamento di casa Freysauf non mi sembra male per le ragioni che già Le scrissi, e, soprattutto a motivo della quiete e del silenzio dalla parte del fiume,5 è più adatto al lavoro dei miei figli, non essendovi nulla che al minimo rumore possa attrarli alla finestra: anche se la Judengasse è una via squallida, e d`inverno assai brutta e sporca. In una piazza sarebbe certo più allegro. Sul prezzo troveremo sicuramente un accordo. Voglia intanto, nel porgerle i nostri devotissimi omaggi, parlarne con Md. von Robinig. Se trovasse un altro appartamento a noi più confacente, ne discuteremo a voce.
Addio.

Le rimando da leggere
la lettera del barone Tschudy.6


1 Il gioco di parole di Leopold è oscuro.
2 Alla fine, i Mozart non tornarono via Ratisbona.
3 In gennaio del 1763.
4 Nonostante la sua apparente intenzione di prendere un nuovo alloggio, Leopold continuò ad affittare l`appartamento di Hagenauer al numero 9 della Getreidegasse fino al 1773, quando si trasferirono nella cosiddetta «Casa del maestro di danza» in Hannibalplatz.
5 L`abitazione dei Freysauff era in Judengasse 13. Il retro delle case in tutta la strada dava sul fiume Salzach.
6 La lettera di Fridolin Tschudi a Leopold è perduta.

Si prega di utilizzare il seguente riferimento quando viene citato questo sito:
Eisen, Cliff e Rebulla, Patrizia Lettere della famiglia Mozart, lettera 113 <https://www.mozartiana.org> v. 1.107, pubblicato da Il Saggiatore, 2022. Consultato il 15/04/2026.

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Hieronymus Joseph Franz de Paula [von] Colloredo  

Vienna (Austria) 31/05/1732 - Vienna (Austria) 20/05/1812


Ruoli/titoli:


Arcivescovo di Salisburgo (14/03/1772 - 1803)

Figlio del vicecancelliere imperiale Rudolf Joseph von Colloredo-Mels und Waldsee, fu educato a Vienna e a Roma, divenne canonico a Salisburgo nel 1747 e principe-arcivescovo il 14 marzo 1772. La sua elezione fu controversa: mentre l`Austria lo favoriva, la Baviera gli avrebbe preferito Ferdinand Christoph von Waldburg-Zeil, popolare decano di Salisburgo. Colloredo ereditò importanti debiti dal suo predecessore Schrattenbach, e si adoperò per ridurli. Le sue riforme illuministiche, ispirate ai modelli della Germania protestante, della Franconia renana, dell`Italia, dei Paesi Bassi austriaci, della Svevia e della Baviera, così come dell`Austria, non erano in sintonia con le tradizioni salisburghesi, in particolare con la concezione barocca della religione e con le posizioni sociali e culturali incarnate dal suo predecessore. Fu considerato avaro e misantropo, perseguitato dalla mancanza di fondi e dalla sua personale impopolarità. Ciononostante si guadagnò una vasta ammirazione per i suoi sforzi progressisti. Lasciò Salisburgo nel 1800, a causa della difficile situazione politica europea, e quando nel 1803 Salisburgo fu secolarizzata diede le dimissioni come capo di stato. Bibl.: Dopsch, Geschichte Salzburgs: Stadt und Land, vol. I; SML, pp. 74-77; Eisen, «Mozart and Salzburg»; Schuler, Fürsterzbischof Hieronymus von Colloredo: Herkunft und Ahnenerbe.