Lettere della famiglia Mozart

 150. Leopold Mozart alla moglie, Salisburgo
Bolzano, addì 22 Decembris 1769
Ieri sera siamo felicemente arrivati qui a Bolzano.1 Oggi ho consegnato le mie 2 lettere, e verso mezzogiorno ho pranzato dal sig. Kurzweil; domani a mezzogiorno siamo invitati dal sig. Stockhammer - al quale ci ha raccomandati il sig. Ranftl.2 Stasera andiamo dal sig. Antoni Gummer. Ma io stesso ancora non so se resteremo qui per il S. Natale oppure se partiremo già domani sera. Nel frattempo credo che la cosa migliore sia di scrivermi a Rovereto, dove poi mi presenterò alla Posta. Io lascio comunque le mie disposizioni e il mio nome in tutti gli uffici postali, sicché ormai mi conoscono dappertutto, come l`erba betonica. Grazie a Dio, siamo in buona salute. Ecco una paginetta dalla gazzetta di Innsbruck.3 Spero che siate tutt`e due in salute. Addio! Porgete i nostri omaggi a tutti i buoni amici e le mie rispettose scuse alla sig.ra v. Robini;4 ché non ho potuto scriverle per il suo onomastico, essendo giusto in procinto di partire da Innsbruck, e solo durante il viaggio ho scoperto su un calendario che l`onomastico di Vittoria cade il 23. Spero che voi due abbiate emendato questa mia mancanza. Scrivo queste righe in fretta e sono il vecchio Mzt
Io e il Wolfgangerl vi baciamo 1000 volte.
Il sig. Kurzweil vi riverisce.


1 I Mozart presero alloggio alla locanda Zur Sonne, come documentato dagli Appunti di viaggio di Leopold: «Logiert bey der sonne», MBA, I, p. 296.
2 Si tratta probabilmente di Mathias Joseph Ranftl.
3 Si veda la lettera 149 .
4 Santa Vittoria è il 23 dicembre.

Si prega di utilizzare il seguente riferimento quando viene citato questo sito:
Eisen, Cliff e Rebulla, Patrizia Lettere della famiglia Mozart, lettera 150 <https://www.mozartiana.org> v. 1.107, pubblicato da Il Saggiatore, 2022. Consultato il 22/04/2026.

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Salisburgo (Austria)   
Arcidiocesi di Salisburgo - Sacro Romano Impero


Città e arcidiocesi sulle rive del fiume Salzach; capoluogo della provincia omonima e luogo natale di Mozart. Le sue origini moderne - successive alla caduta dell`Impero Romano - risalgono alla fondazione, nel 696, dell`abbazia di San Pietro da parte di San Ruperto da Worms, e della cattedrale di San Vigilio nel 774. Durante la vita di Mozart, Salisburgo era un`arcidiocesi indipendente, parte del Sacro Romano Impero, e fu governata da due arcivescovi: Siegmund Christoph conte di Schrattenbach (in carica dal 1753 al 1771), primo datore di lavoro di Mozart, e Hieronymus Colloredo (in carica dal 1772 al 1803). Mentre Schrattenbach era un prodigo sostenitore della musica di corte, Colloredo, al contrario, si occupò piuttosto di riformare la liturgia, l`istruzione e il fisco.
Alla musica di corte provvedevano quattro gruppi indipendenti e distinti: i musicisti di corte veri e propri, che si esibivano nella cattedrale, all`Università Benedettina e a corte; i «trombettieri di corte e di campo», che insieme ai timpanisti (di norma dieci trombettieri e due timpanisti) suonavano sia nella cattedrale che a corte provvedendo alle fanfare prima dei banchetti o di altre importanti funzioni civiche; la cappella della cattedrale (Dommusik), formata dai diaconi coristi (Domchorvikaren) e dai coristi (Choralisten), che si esibiva nella cattedrale; e il coro di voci bianche della Cappella (Kapellhaus), che si esibivano anch`essi nella cattedrale ed erano istruiti dai musicisti di corte. Il compito principale dei musicisti di corte era di provvedere, insieme alla cappella della cattedrale e al coro di voci bianche, alla musica nella cattedrale. Nelle occasioni più solenni, i musicisti erano una quarantina o più, numero che veniva ridotto nelle occasioni minori. In aggiunta ai servizi di corte o nella cattedrale, i musicisti di corte si esibivano all`Università Benedettina, dove erano regolarmente allestiti drammi scolastici. Si trattava in origine di rappresentazioni in prosa di stampo pedagogico appositamente concepite dai benedettini, che nel corso del Seicento si erano evolute verso forme operistiche. Il solo contributo di Mozart al genere fu Apollo et Hyacinthus K 38 del 1767. L`Università Benedettina di Salisburgo promuoveva la produzione musicale sia formale che informale, comprese le opere orchestrali su larga scala eseguite in occasione delle cerimonie di laurea di agosto, alle quali Mozart contribuì con le serenate K 203, K 204 e K 320.
Altre istituzioni salisburghesi importanti includevano l`arciabbazia di San Pietro, il monastero femminile di Nonnberg e il Teatro arcivescovile di corte. La musica per le occasioni pubbliche includeva fanfare delle guardie civiche, spesso ingaggiate per suonare ai matrimoni, e bande militari che suonavano durante le marce delle guarnigioni cittadine. Anche i privati cittadini - inclusi i musicisti di corte al di fuori dei loro impegni ufficiali - si dilettavano attivamente in ruoli musicali. Erano frequenti le composizioni in occasione di onomastici e le serenate per celebrare matrimoni - come la serenata K 250 Haffner di Mozart - così come erano frequenti le esecuzioni domestiche. Sia all`interno che all`esterno del principato, mantenevano stretti contatti con la corte di Salisburgo e i suoi musicisti numerose istituzioni musicali, fra le quali in particolare il monastero benedettino di Michaelbuern e il monastero benedettino di Lambach. Bibl.: Birsak e König, Das grosse Salzburger Blasmusik; Dahms, «Das musikalische Repertoire des Salzburger Fürsterzbischöflichen Hoftheaters (1775-1803)»; Eisen, «Salzburg under Church Rule»; Dopsch, Geschichte Salzburgs; Eisen, «Mozart`s Salzburg Orchestras»; Schmid, Mozart und die Salzburger Tradition; Schneider, Geschichte der Musik in Salzburg.