Lettere della famiglia Mozart

 115. CHRISTIAN FÜRCHTEGOTT GELLERT A LEOPOLD MOZART, SALISBURGO 1
[Lipsia, fra il 1754 e il 1766]
Illustrissimo e pregiatissimo Signore,
Dovrei essere molto insensibile per non sentirmi toccato dalla straordinaria gentilezza di cui Lei mi onora; e sarei il più ingrato degli uomini, se avessi potuto leggere la Sua lettera tanto amichevole senza provare gratitudine. No, mio stimatissimo signore, accolgo il Suo affetto e la Sua amicizia con la stessa schiettezza con cui Lei me li offre, e non solo li accolgo, ma Glieli chiedo e intendo sforzarmi di meritarmeli assai più di quanto io forse non li abbia ancor meritati. Divento sovente inquieto quando vedo che i miei scritti mi procurano il plauso di tante persone onorate; giacché questa è una gioia che voglio non solo conseguire, ma anche serbare; e per questo sono necessari meriti maggiori dei miei. - Lei dunque, pregiatissimo Signore, legge volentieri i miei scritti e sprona anche i suoi amici a farlo? Una gratificazione simile, Le dico sinceramente, non l`avrei mai attesa dal luogo donde la ricevo, senza peccare di vanagloria. Quanto sono fortunato di poter credere ch`io contribuisca un poco alla preservazione del gusto e dei buoni costumi anche al di fuori della mia Patria! Anche Il Cristiano, uno dei miei ultimi racconti, ha ottenuto la Sua approvazione? A questa domanda mi risponderei quasi di sì. Il suo contenuto, il nobile Suo carattere, che Lei senza sapere mi ha rivelato nella Sua lettera, e l`onestà del mio intento mi sembrano consentire questo sì. -
Discorrerei con Lei più a lungo se non mi accingessi a partire per Karlsbad dove mi chiama la più patetica delle malattie, intendo dire l`ipocondria. Voglia Iddio farmi ritornare da questo luogo più sano di quel che sono nel recarmivi, da questo luogo, dico, che Egli ha già benedetto per tante migliaia di malati, e dove nel corso dell`anno io già tanto pregai in lacrime e serenità di spirito! Ma forse chiedo troppo, forse anzi chiedo cosa che per me non sarebbe bene. Frattanto, stimatissimo Signore, mi accompagni con i Suoi auguri. Se potrò, qui a Lipsia, servirla in qualsivoglia maniera: Le dimostrerò ch`io non sono indegno della fiducia che ripone in me. I miei migliori omaggi a tutti i Suoi amici, se sono Suoi pari (e come avrebbe Lei amici, che non Le somigliassero?); a Lei ancora una volta i miei ringraziamenti per la bella lettera, eloquente e ricca di sentimento, con cui mi ha allietato, e sono con profondissima stima
il devotissimo servo
di Vostra Eccell.
Christan Fürchtegott Gellert.
P.S. Il professor Formey di Berlino ha ben tradotto in francese un mio piccolo romanzo, Leben der schwedischen Gräfin [Vita di una contessa svedese], nel caso Lei volesse legger quest`opera.


1 Questa lettera è nota solamente grazie a Nissen, Biografia di Wolfgang Amadeus Mozart, pp. 48-49. La data è ipotizzata grazie alle date di pubblicazione in francese del romanzo di Gellert La Comtesse Suedoise ou Memoires de Madame de G*** (Berlino, 1754, ristampato nel 1766), la cui versione originale - Leben der schwedischen Gräfinn von G*** - era stata pubblicata a Lipsia nel 1747-1748. MBA, V, p. 171, suppone che si tratti della risposta di Gellert al ricevimento dell`intonazione di Wolfgang (K Anh. C 8.39-41, C8.33 e C8.42) dei suoi Geistliche Oden und Lieder (Odi e canti sacri, Lipsia, 1757), di cui si presume che avesse regalato una copia a Mozart (si veda la lettera 83 ). La lettera riflette inoltre l`ammirazione di lunga data che Leopold provava per il poeta: nel 1755 aveva infatti ordinato a Lotter, il suo editore di Augusta, delle copie dei suoi Fabeln und Erzählungen (Fiabe e racconti, Lipsia, 1746-1748) e Lehrgedichte und Erzählungen (Poesie didattiche e racconti, Lipsia, 1754) (lettere del 9 giugno e del 28 agosto 1755, si veda MBA, I, pp. 4-5 e 13-15). Non c`è tuttavia una prova chiara che il libro donato a Mozart nel 1764 fosse Geistliche Oden und Lieder, né che i K Anh. C 8.39-41, C8.33 e C8.42, noti solamente grazie a un`edizione pubblicata da Löschenkohl a Vienna nel 1800-1801, siano davvero opera sua. È curioso, inoltre, che Gellert supponga che il suo corrispondente, se davvero si trattava di Leopold, preferisca leggere il suo romanzo nella traduzione francese anziché nell`originale tedesco.

Si prega di utilizzare il seguente riferimento quando viene citato questo sito:
Eisen, Cliff e Rebulla, Patrizia Lettere della famiglia Mozart, lettera 115 <https://www.mozartiana.org> v. 1.107, pubblicato da Il Saggiatore, 2022. Consultato il 14/04/2026.

Indietro
Torna all`inizio
Print Friendly and PDF

Salisburgo (Austria)   
Arcidiocesi di Salisburgo - Sacro Romano Impero


Città e arcidiocesi sulle rive del fiume Salzach; capoluogo della provincia omonima e luogo natale di Mozart. Le sue origini moderne - successive alla caduta dell`Impero Romano - risalgono alla fondazione, nel 696, dell`abbazia di San Pietro da parte di San Ruperto da Worms, e della cattedrale di San Vigilio nel 774. Durante la vita di Mozart, Salisburgo era un`arcidiocesi indipendente, parte del Sacro Romano Impero, e fu governata da due arcivescovi: Siegmund Christoph conte di Schrattenbach (in carica dal 1753 al 1771), primo datore di lavoro di Mozart, e Hieronymus Colloredo (in carica dal 1772 al 1803). Mentre Schrattenbach era un prodigo sostenitore della musica di corte, Colloredo, al contrario, si occupò piuttosto di riformare la liturgia, l`istruzione e il fisco.
Alla musica di corte provvedevano quattro gruppi indipendenti e distinti: i musicisti di corte veri e propri, che si esibivano nella cattedrale, all`Università Benedettina e a corte; i «trombettieri di corte e di campo», che insieme ai timpanisti (di norma dieci trombettieri e due timpanisti) suonavano sia nella cattedrale che a corte provvedendo alle fanfare prima dei banchetti o di altre importanti funzioni civiche; la cappella della cattedrale (Dommusik), formata dai diaconi coristi (Domchorvikaren) e dai coristi (Choralisten), che si esibiva nella cattedrale; e il coro di voci bianche della Cappella (Kapellhaus), che si esibivano anch`essi nella cattedrale ed erano istruiti dai musicisti di corte. Il compito principale dei musicisti di corte era di provvedere, insieme alla cappella della cattedrale e al coro di voci bianche, alla musica nella cattedrale. Nelle occasioni più solenni, i musicisti erano una quarantina o più, numero che veniva ridotto nelle occasioni minori. In aggiunta ai servizi di corte o nella cattedrale, i musicisti di corte si esibivano all`Università Benedettina, dove erano regolarmente allestiti drammi scolastici. Si trattava in origine di rappresentazioni in prosa di stampo pedagogico appositamente concepite dai benedettini, che nel corso del Seicento si erano evolute verso forme operistiche. Il solo contributo di Mozart al genere fu Apollo et Hyacinthus K 38 del 1767. L`Università Benedettina di Salisburgo promuoveva la produzione musicale sia formale che informale, comprese le opere orchestrali su larga scala eseguite in occasione delle cerimonie di laurea di agosto, alle quali Mozart contribuì con le serenate K 203, K 204 e K 320.
Altre istituzioni salisburghesi importanti includevano l`arciabbazia di San Pietro, il monastero femminile di Nonnberg e il Teatro arcivescovile di corte. La musica per le occasioni pubbliche includeva fanfare delle guardie civiche, spesso ingaggiate per suonare ai matrimoni, e bande militari che suonavano durante le marce delle guarnigioni cittadine. Anche i privati cittadini - inclusi i musicisti di corte al di fuori dei loro impegni ufficiali - si dilettavano attivamente in ruoli musicali. Erano frequenti le composizioni in occasione di onomastici e le serenate per celebrare matrimoni - come la serenata K 250 Haffner di Mozart - così come erano frequenti le esecuzioni domestiche. Sia all`interno che all`esterno del principato, mantenevano stretti contatti con la corte di Salisburgo e i suoi musicisti numerose istituzioni musicali, fra le quali in particolare il monastero benedettino di Michaelbuern e il monastero benedettino di Lambach. Bibl.: Birsak e König, Das grosse Salzburger Blasmusik; Dahms, «Das musikalische Repertoire des Salzburger Fürsterzbischöflichen Hoftheaters (1775-1803)»; Eisen, «Salzburg under Church Rule»; Dopsch, Geschichte Salzburgs; Eisen, «Mozart`s Salzburg Orchestras»; Schmid, Mozart und die Salzburger Tradition; Schneider, Geschichte der Musik in Salzburg.